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Qui e ora, mantra salvifico o maledizione?

“Essere qui e ora”, “vivere nel presente” sono tutti mantra sacrosanti per tenere alla larga lo stress. Perché struggersi pensando al passato o angosciarsi immaginandosi un futuro incerto? Molto meglio affrontare i problemi passo passo, appena si presentano.

Sull’attenti, passa il prensentismo

Peccato che nel marketing questa filosofia salva fegato non paghi, al contrario. Io la chiamo sindrome del presentismo ed è quanto di più deleterio per il business possa esserci. Succede per lo più se lavori seguendo la logica dell’azione-reazione. Se agisci giorno per giorno, senza pensare o analizzare quello che ti aspetta. Credi che la quotidianità sia la cosa più importante e dimentichi che l’unico modo per raggiungere gli obiettivi prefissati (perché hai degli obiettivi, vero?) e crescere è programmare.

Programmare non è un optional

La programmazione non è un optional. Quando un cliente mi dice che non riesce a crescere, 9 volte su 10 è perché agisce seguendo la logica azione- reazione. Ma facendo così si rischia molto di più della staticità: si può retrocedere, ridurre in modo drastico il fatturato. In gioco ci possono essere gli sforzi di una vita. Meglio prevenire.

Sarà un difetto italiano, siamo il Paese della reazione! Il che non è di per sé un male, improvvisare è segno di creatività, ma nel marketing la programmazione di medio- lungo termine non può mancare. Non basta seguire le mode, in questo momento c’è la Seo, bisogna padroneggiare e conoscere appieno tutta la realtà aziendale e gli strumenti da mettere in campo, per poi elaborare una programmazione di ampio respiro.  In un processo del genere ogni singolo dipendente o partner è coinvolto. Solo ragionando e programmando in team, con e una serie di azioni coordinate, coerenti e strategiche, puoi sperare di crescere davvero e in modo costante.  

ultima modifica: 2019-02-06T16:09:23+00:00 da Matteo Barberi

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